Festa della Musica

 

Dice il Ministro delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini al solerte Ambasciatore italiano presso la Santa Sede dr. Daniele Mancini in una lettera di ringraziamento: “…oltre 34.000 artisti per quasi 11.000 eventi in 545 città italiane, oltre 41 eventi organizzati all’estero nelle sedi delle Ambasciate e degli Istituti di cultura italiana da Amsterdam al Cairo, da Ottawa a San Paolo, da Pechino a Bankok” La nota del Ministro è stata inviata in relazione alla ben organizzata manifestazione del “Gran Concerto Vivaldiano” della Accademia Musicale “Ergo Cantemus”di Tivoli presieduta dalla dott.ssa Luana Frascarelli nonché al comm Tonino Boccadamo, entrambi nostri associati,.

Già di per sé si intuisce il gran successo dell’evento sovrinteso dalla organizzazione della Ambasciata d’Italia all’interno dell’antica Basilica, resa disponibile dal cardinale Arciprete e dai monaci benedettini che, in essa, prestano quotidiano servizio.

Numerosa la presenza dei nostri associati, provenienti, come in altre occasioni, da più parti d’Italia, Preziosa la collaborazione del “Servizio cerimoniale” sempre presente nel fornire supporto agli eventi organizzati dall’Ambasciata ma anche disponibili per iniziative similariad Istituzioni ed enti che ne fanno esplicita richiesta alla presidenza.

Rivestiti degli abiti propri del Sodalizio Silvestrino, hanno fornito l’assistenza al personale dell’Ambasciata accogliendo e collocando i numerosi invitati ai posti assegnati. L’opera di supporto, non è sfuggita a Sua Eccellenza l’Ambasciatore che, al termine del concerto, ha voluto evidenziarne l’utilità, ringraziando quanti hanno reso possibile la manifestazione. Tra le numerose personalità ricordate, una speciale menzione è stata rivolta all’indirizzo del presidente, mons. Luigi Casolini di Sersale

Il 21 giugno 2017 in Roma presso la Basilica di San Paolo (eretta a 3 km. da dove subì il martirio e fu decapitato San Paolo e dove si trova la sua tomba sotto l’Altare Maggiore gestita dai monaci Benedettini) alle 19 in punto iniziava il Gran Concerto “RV 589” di Antonio Vivaldi composto e diretto da Giuseppe Galli con la soprano Arianna Morelli e contralto Stefania Colesanti e con all’organo della chiesa il maestro organista titolare Alejandro Almada.

(foto della navata centrale con la gente)

La ricorrenza del Santo Luigi Gonzaga (21 giugno) regalava una lucentezza del cielo ed una aria tersa e sgargiante che invogliava le genti ad uscire di casa per godere del grande concerto. La temperatura esterna quel pomeriggio si manteneva alta ma nella penombra della chiesa si godeva ancora di un invitante frescura. Già dalle 17 gli avventori entrarono in Basilica.

Nella navata trovavano posto circa 1.200 partecipanti provenienti da ogni dove in Italia e dall’Estero che avevano riempito tuti i posti disponibili. Nelle prime file sedevano oltre un centinaio di invitati di riguardo (VIP): Alti Prelati, la Signora e l’Ambasciatore Mancini, il dr. Antonino Boccadamo che ha partecipato anche alla sponsorizzazione del concerto, una folta rappresentanza di Delegazioni Diplomatiche accreditate in Italia nonché Autorità Istituzionali, Accademiche, Militari

(mettere la foto del nostro Mons. Casolini e gruppi di persone tra musicisti ed invitati)

L’apertura dell’happening è stato il bel discorso introduttivo dell’Ambasciatore Italiano presso la Santa Sede che ha raccolto più volte il plauso degli astanti.

(mettere foto di Mancini che parla)

Quando le soavi note e voci del coro di “Gloria in excelsis Deo” iniziarono ad inondare la capiente navata, si formò un silenzio rispettoso e curioso che a tratti sfogava in scroscianti applausi che sottolineavano i virtuosismi dell’orchestra o del canto delizioso dei coristi creando un afflato tra pubblico ed orchestra che sottolineava l’alta qualità della esposizione del gruppo musicale.

L’incanto avvenne quando il vecchio ed efficiente organo della chiesa iniziò il suo suono gradevole azionato dal bravissimo Alejandro Almada. L’acustica della chiesa risultò particolarmente adatta alla moltitudine di suoni che si accavallavano agli strumenti ed al canto e giungevano in effetto stereofonico fino alla fine all’ingresso principale della chiesa lasciando tutti in estasi. Il dodicesimo brano “Cum Sancto Spiritu” chiuse la grande serata in un oceano di applausi terminati con la Standing Ovation.

 

La sera del giorno più lungo dell’anno (solstizio d’estate) avviluppava le colonnine in marmo del Patio e spandeva lunghe ombre sul prato centrale. Era l’ora “che volge al desio”. Si avvertiva il segnale di chiusura dell’evento ed i ritardatari si portavano verso il gran sagrato dell’esterno chiesa per scattare le ultime foto ricordo e scambiare i saluti reciproci.