Regulación

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REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DELLO STATUTO E DEL CERIMONIALE
DELLA MONUMENTALIS ECCLESIAE SANCTI SILVESTRI SOCIETAS

"Associazione Cavalieri di San Silvestro"


EMANA il seguente regolamento

TITOLO I

CAPO I
(DISPOSIZIONI GENERALI)


ART. 1

(ORGANI CENTRALI E PERIFERICI - CARICHE SOCIALI)

1. L'Organo centrale dell'Associazione è il Consiglio di Presidenza, composto da:

 

  • a. il Rettore-Presidente;
  • b. il Cancelliere;
  • c. il Capo del Cerimoniale;
  • d. il Segretario Generale;

L'Organo Centrale si avvale della collaborazione di:

  • un Tesoriere;
  • un Responsabile della Comunicazione;
  • un Responsabile per le Relazioni Esterne;
  • un Responsabile per le Relazioni Internazionali;
  • un Consulente Araldico.

2. Sono Organi Periferici:

  • a. le Delegazioni Capitolari Regionali, il cui Consiglio di Delegazione è composto da:
    • 1) il Delegato Capitolare;
    • 2) il Segretario;
    • 3) il Cerimoniere;
    • 4) il Tesoriere, unicamente per le Delegazioni che hanno ottenuto la deroga di cui all'art. 2.
  • b) le Delegazioni di Sezioni Provinciali, il cui Consiglio di Sezione è composto da:
    • 1) 1) il Delegato Provinciale;
    • 2) il Segretario;
    • 3) il Cerimoniere;
    • 4) il Tesoriere, unicamente per le Delegazioni che hanno ottenuto la deroga di cui all'art. 2.

ART. 2

(DURATA DEL MANDATO DELLE CARICHE SOCIALI)

1. Le cariche sociali hanno di norma durata di tre anni. Il Rettore - Presidente rimane in carica fino alle dimissioni. Si cessa dalla carica prima del termine di tre anni nei casi previsti nel successivo art. 13.

2. La nomina dei nuovi dignitari dell'Associazione (Consiglio di Presidenza e Delegati) spetta al Rettore - Presidente, udito, nel caso dei Delegati, il Consiglio di Presidenza. E' opportuno che le nuove nomine non coincidano con la scadenza del mandato dei Segretari, dei Cerimonieri e del Tesoriere.

3. Ciascun associato può contemporaneamente ricoprire una sola carica sociale. Al termine del mandato può essere rieletto o scelto per svolgere altro incarico.

4. Le dimissioni volontarie dagli incarichi, prima della scadenza del mandato, devono essere presentate per scritto, riservatamente motivate ed inoltrate al Presidente il quale, sentito il Consiglio e la Delegazione d'appartenenza del richiedente, provvederà alle variazioni. Qualora entro 60 giorni dall'accoglienza della richiesta, la Delegazione di competenza non abbia provveduto a trovare una adeguata sostituzione, la Presidenza, laddove ne riscontri l'urgenza, potrà procedere ad una nomina d'ufficio.

 

CAPO II
(ORGANI CENTRALI E LORO COMPITI)

ART. 3

(RETTORE - PRESIDENTE)

1. Il Rettore - Presidente:

- presiede il Consiglio di Presidenza;
- dirige l'Associazione e ne è il Legale Rappresentante;
- decide l'istituzione di nuove Delegazioni Capitolari Regionali o Provinciali;
- vigila sulla vita sociale;
- emana, unitamente al Consiglio di Presidenza, le disposizioni di carattere generale ritenute opportune per la migliore applicazione delle norme dello Statuto e per l'eventuale modifica dello stesso;
- convoca gli Organi Centrali e, per casi eccezionali, quelli periferici;
- per la realizzazione di ogni evento si avvale della collaborazione del Consiglio di Presidenza e del supporto delle Delegazioni Regionali per:

. stabilire, anche su segnalazione degli associati il programma di base, con tempi e luoghi di ritrovo, di preghiera e di intrattenimento, itinerari e modalità degli spostamenti e dei trasporti, indicando anche il costo dei servizi a carico dei partecipanti e le Autorità o esponenti di spicco non paganti;
. prendere gli opportuni contatti con le autorità estere/nazionali/locali per richiedere eventuali servizi d'ordine, di sicurezza, di viabilità e parcheggio;
. compilare un primo elenco delle persone ed autorità da invitare ai vari eventi (titolo, incarico, cognome, nome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail, ...), inserendo anche i dati degli eventuali accompagnatori ed ospiti e provvedendo, quindi, all'invio degli inviti;
. ordinare gli invitati, specialmente quelli di maggiore spicco sociale, secondo le precedenze protocollari (ruolo o incarico oggettivamente svolto);
. fare le ricognizioni dei luoghi interessati dagli eventi, verificandone la facile accessibilità, la congrua capienza, il decoro e, più in generale, la idoneità per il pieno raggiungimento dello scopo prefissato;
. predisporre la pianta della chiesa per l'allocazione dei partecipanti, gli schemi dei tavoli del ristorante, gli eventuali segnaposti, le tessere di servizio, gli eventuali contrassegni di accesso o di parcheggio;
. individuare il personale cui affidare compiti precipui (di direttore responsabile dell'evento, di tesoreria, di accoglienza ed accompagnamento, di viabilità e parcheggi, di sicurezza e soccorso, di guida ed assistenza, di aggiornamento costante dell'elenco alfabetico dei partecipanti e delle adesioni o rinunce degli invitati, di segreteria, di allestimento di luoghi e locali, di fotografia, di stampa, di amplificazione di suoni e voci, ecc.);
. definire gli aspetti, la consistenza e le modalità di pagamento per i corrispettivi dei servizi e le quote "una tantum" da destinare alle finalità dell'Associazione;
. fare elaborare dal Responsabile della Comunicazione e pubblicare eventuali resoconti sulle celebrazioni e manifestazioni svolte;
. dopo ogni manifestazione, far giungere alle massime autorità intervenute alla manifestazione un messaggio di ringraziamento.

2. Nelle varie attività è coadiuvato dal Cancelliere, dal Capo del Cerimoniale, dal Segretario Generale e dallo staff di stretta collaborazione.

 

Art. 4

(CONSIGLIO DI PRESIDENZA)

Il Consiglio di Presidenza, nominato dal Rettore-Presidente:

- cura il perseguimento degli scopi dell'Associazione;
- sovrintende all'andamento generale dell'Associazione;
- esamina e approva il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo della Presidenza;
- approva le modifiche allo Statuto dell'Associazione;
- delibera sulle domande di ammissione al sodalizio e sull'esclusione degli associati per indegnità, giusto quanto stabilito nello Statuto;
- approva il presente regolamento di esecuzione dello statuto e le successive eventuali modifiche, aggiunte e varianti;
- discute ed approva ogni altro argomento utile alla crescita ed al buon andamento della "Societas" .

 

Art. 5

(CANCELLIERE)

Il Cancelliere sostituisce il Rettore-Presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo ed in tutte quelle mansioni nelle quali viene espressamente delegato dallo stesso. Inoltre, intrattiene i rapporti con le autorità politiche, civili e militari, coadiuvando il Rettore-Presidente nelle relazioni con l'Autorità Ecclesiastica.

 

Art. 6

(CAPO DEL CERIMONIALE)

Al Capo del Cerimoniale spetta il compito di:

- coordinare tutti i soggetti interessati all'organizzazione di incontri ed eventi;
- disporre la collocazione dei posti secondo l'ordine delle precedenze;
- sovrintendere all'accoglienza degli ospiti, coordinando ed indirizzando gli addetti al servizio d'ordine e di accompagnamento;
- esercitare il controllo generale e presiedere gli aspetti organizzativi e formali al momento dell'evento.

 

Art. 7

(SEGRETARIO GENERALE)

I compiti del Segretario Generale sono:

- coordinare gli uffici della Presidenza;
- firmare, congiuntamente con gli altri componenti del Consiglio di Presidenza presenti, i verbali, da lui stesso redatti, delle riunioni effettuate;
- curare l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Presidenza;
- tenere il registro o schedario dei soci, completo delle cariche e del rispettivo ruolo, curandone l'aggiornamento;
- seguire la buona conservazione dell'archivio e dei beni della Presidenza;
- predisporre, sulla base delle indicazioni fornite dal Rettore-Presidente, gli ordini del giorno delle riunioni del Consiglio di Presidenza;
- seguire l'iter di formazione, stampa, firma, collazione e consegna dei diplomi di benemerenza;
- accertare le adesioni degli invitati alle varie cerimonie e comunicarle al Capo del Cerimoniale per la definizione delle precedenze, la predisposizione dei tableaux e la disposizione dei posti in chiesa o nelle sale di conferenza, concerto ed incontri;
- attendere alla corrispondenza su delega del Rettore - Presidente.

 

Art. 8

(TESORIERE - RESPONSABILE DELLE COMUNICAZIONI - RESPONSABILE PER LE RELAZIONI ESTERNE RESPONSABILE PER LE RELAZIONI INTERNAZIONALI - CONSULENTE ARALDICO)

1. Il Tesoriere:

- cura la tenuta delle scritture contabili;
- rende edotto il Consiglio di Presidenza con proprie relazioni sintetiche delle entrate e delle spese dell'Associazione;
- custodisce e aggiorna, su delega del Rettore-Presidente, gli inventari dei beni mobili ed eventualmente immobili della Presidenza cooperando con il Segretario Generale (atteso che questi deve curare la buona conservazione dell'archivio e dei beni della Presidenza);
- compila il bilancio preventivo, il bilancio consuntivo e la relazione finanziaria, la cui approvazione deve risultare dal verbale all'uopo stilato;
- fornisce al Rettore- Presidente indicazioni e consigli per una piena osservanza delle norme fiscali, di contabilità, amministrative e civilistiche che regolano i rapporti economici e finanziari con i terzi.

2. Il Responsabile delle Comunicazioni:

- cura l'immagine dell'Associazione e favorisce le relazioni con gli organi di stampa e televisivi;
- in particolare, provvede ad informare gli Organi di stampa fornendo anche l'elenco completo delle Autorità intervenute, una sintesi delle loro eventuali allocuzioni e materiale fotografico disponibile.

3. Il Responsabile per le Relazioni Esterne:

- cura, su specifico mandato del Rettore-Presidente, i contatti con gli Enti Civili e Militari e con quei privati, il cui contributo risulti proficuo per la buona riuscita delle finalità associative;
- fornisce puntuale resoconto al Rettore-Presidente o, in sua vece, al Cancelliere sugli sviluppi delle iniziative e delle attività poste in essere;

4. Il Responsabile per le Relazioni Internazionali:

- cura i contatti con Personalità straniere che intendano interagire con l'Associazione;
- individua e sottopone al Consiglio di Presidenza nuovi ambiti di operatività;
- fornisce un costante sostegno nell'armonizzazione strategica e strutturale delle attività internazionali dell'associazione, rendendo costantemente partecipe il Consiglio di Presidenza sugli sviluppi delle iniziative e delle attività intraprese.

5. Il Consulente araldico:

- fornisce al Consiglio di Presidenza la consulenza su tutti gli aspetti relativi alle materie araldico- cavalleresche;
- esamina, su espressa richiesta del Consiglio di Presidenza, i documenti di natura araldico-cavalleresca forniti dagli associati che chiedano l'utilizzo di titoli e gradi nella intestazione dei diplomi di benemerenza e nella corrispondenza associativa. All'uopo, il Consulente araldico terrà in particolare considerazione il "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana" edito dal Collegio Araldico e l'"Albo d'Oro delle Famiglie Nobili e Notabili Europee" di Guelfi Camajani

 

CAPO III
(ORGANI PERIFERICI)

Art. 9

(COMPITI E GENERALITÀ)

1. La Delegazione Capitolare regionale e la Delegazione di Sezione provinciale sono gli organi periferici che realizzano le finalità dell'Associazione.

2. L'istituzione di esse è decisa dal Rettore-Presidente, udito il Consiglio di Presidenza. La preventiva attività di costituzione delle Delegazioni può essere curata da un Commissario appositamente delegato dal Rettore-Presidente;

3. L'identificazione e l'intestazione degli organi periferici sono legate alla denominazione della Regione o Stato estero o della Provincia che ne costituiscono la giurisdizione territoriale.

4. Gli Organi periferici debbono avere, di norma, almeno venticinque associati; in casi eccezionali e previo consenso del Consiglio di Presidenza, non meno di quindici. Tra questi verranno proposti i componenti del Consiglio della Delegazione o di Sezione con la carica di: Delegato Capitolare regionale/ Delegato di Sezione, Segretario, Cerimoniere, Tesoriere. Il Delegato Capitolare regionale e di Sezione provinciale sono sostituiti, in caso di assenza, dal rispettivo Segretario.

5. Gli Organi periferici programmano ed attuano le loro iniziative nel rispetto degli indirizzi dell'Organo Centrale e delle finalità dell'Associazione godendo, peraltro, di piena autonomia di decisione e di amministrazione.

6. Il territorio della Delegazione Capitolare regionale corrisponde a quello della Regione o di uno Stato estero ove è ubicata. Il territorio della Delegazione di Sezione provinciale corrisponde a quello della Provincia ove è insediata.

7. Le Delegazioni di Sezioni provinciale debbono corrispondere, per motivi del loro ufficio, direttamente con le Delegazioni Capitolari regionali, le quali informeranno, nei casi più rilevanti, gli Organi centrali dell'Associazione.

8. La richiesta di costituzione di una Delegazione Capitolare regionale può essere avanzata alla Presidenza da almeno venticinque aspiranti non ancora membri dell'Associazione residenti nella Regione o nello Stato estero ove la Delegazione dovrà essere istituita. Le Delegazioni di Sezione provinciale possono essere istituite solo nell'ambito di una Delegazione Capitolare regionale.

9. Gli Organi periferici tengono aggiornati il registro o schedario degli associati e custodiscono la documentazione relativa ai movimenti contabili, ai beni in dotazione ed alla corrispondenza d'ufficio.

10. In caso di scioglimento di una Delegazione Capitolare regionale o di una Delegazione di Sezione provinciale gli associati potranno essere iscritti di diritto, e previa domanda degli stessi, ad altro Organo periferico limitrofo.

11. Il Consiglio di Delegazione o di Sezione, al quale su richiesta è stata concessa la deroga di cui all'art. 2 dello Statuto, può richiedere ai propri associati eventuali contribuzioni oblative, non obbligatorie, in caso di spese impreviste e/o straordinarie necessarie per il perseguimento delle finalità associative.

 

CAPO IV
(DELIBERE)

Art.10

(VALIDITÀ DELLE DELIBERAZIONI)

1. Per la validità delle adunanze del Consiglio di Presidenza è necessaria la presenza di almeno tre dei quattro componenti il Consiglio.

2. Le deliberazioni si intendono regolarmente assunte quando raccolgono il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parità di voti prevale quello di colui che presiede l'adunanza.

3. I processi verbali delle deliberazioni del Consiglio di Presidenza sono redatti dal Segretario Generale e firmati dai membri del Consiglio e dallo stesso Segretario. 4. I membri dell'Organo collegiale che hanno fatto constatare il proprio dissenso per spese prive di copertura finanziaria sono esenti da ogni responsabilità.

 

CAPO V
(ESERCIZIO FINANZIARIO)

Art. 11

(INIZIO E TERMINE DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO)

1. L'esercizio finanziario dell'Associazione ha inizio il primo gennaio e termina il trentuno dicembre di ciascun anno.

 

Art. 12

(BILANCIO PREVENTIVO E RENDICONTO DI CASSA)

1. Il documento contabile dell'Associazione è il "Rendiconto di cassa". Esso viene redatto secondo il principio della contabilità di cassa.

2. Il Bilancio preventivo del Consiglio di Presidenza, delle Delegazioni Capitolari regionali e delle Delegazioni di Sezioni provinciale è approvato, di norma, rispettivamente, entro il mese di ottobre e novembre di ciascun anno, per l'esercizio finanziario relativo all'anno successivo. Il Rendiconto di cassa del Consiglio di Presidenza, delle Delegazioni Capitolari e delle Delegazioni di Sezioni è approvato, di norma, rispettivamente, entro il mese di febbraio e di marzo, per l'esercizio finanziario relativo all'anno precedente.

3. Il Consiglio di Presidenza e le Delegazioni Capitolari/di Sezione, ciascuna nel proprio ambito, hanno autonomia gestionale ed amministrativa, nel rispetto delle specifiche norme civilistiche e fiscali vigenti.

 

TITOLO II

CAPO I
(PRESUPPOSTI DI AMMISSIONE)

Art. 13

(AMMISSIONE)

1. I presupposti necessari per essere ammessi nell'Associazione, oltre ai requisiti di cui agli articoli 3 e 4 dello Statuto, sono:

a. istanza di ammissione (come da modulistica) debitamente compilata, sottoscritta e con l'autorizzazione dell'uso dei dati sensibili;
b. lettera di presentazione, firmata da un associato ;
c. lettera di attestazione di cristiana benemerenza, sottoscritta da un ecclesiastico ;
d. dichiarazione sottoscritta di non aver procedimenti penali in corso e di non aver riportato condanne penali passate in giudicato ;
e. dichiarazione sottoscritta , sotto la propria morale responsabilità, di essere celibe o coniugato e di non essere divorziato per propria iniziativa né, in tal caso, di convivere more uxorio ;
f. versamento di un obolo in favore delle opere della Chiesa di San Silvestro.

 

CAPO II
(DOVERI E DIRITTI DEGLI ASSOCIATI)

Art. 14

 

(DOVERI)

L'associato ha il dovere di:

a) partecipare alla vita e alle attività dell'Associazione;
b) cooperare al suo potenziamento morale e spirituale per il raggiungimento dei fini prefissati;
c) mantenere un comportamento leale e dignitoso che non contraddica gli scopi del sodalizio, che non leda l'onorabilità ed il prestigio dell'Associazione e che sia riguardoso verso gli altri associati;
d) accogliere, senza riserve, le norme statutarie, i regolamenti e le deliberazioni del Consiglio di Presidenza.

 

Art. 15

(DIRITTI)

L'associato ha il diritto di:

a) fregiarsi dei distintivi del sodalizio;
b) partecipare agli eventi programmati;
c) collaborare alla realizzazione degli scopi dell'Associazione;
d) godere dei benefici eventualmente previsti.

 

Art. 16

 

(CAUSE DI NON AMMISSIONE)


Non possono essere ammessi a far parte dell'Associazione coloro che:

a) non siano in possesso dei requisiti meglio precisati nel precedente art. 13;
b) siano stati espulsi per indegnità da altre associazioni e sodalizi religiosi o da Ordini cavallereschi riconosciuti dalla Santa Sede;

 

Art. 17

(PERDITA E SOSPENSIONE DELLA QUALITÀ DI ASSOCIATO)

1. La qualità di associato si perde, come previsto nell'art. 17 dello Statuto, per:

a) dimissioni volontarie, comunicate a mezzo lettera raccomandata;
b) sopravvenuta mancanza di presupposti, a seguito di atti ritenuti disonorevoli, commessi dentro e fuori dell'Associazione, o che siano di ostacolo al buon andamento del sodalizio o che violino palesemente norme ecclesiastiche o di comportamento del buon cristiano;

2. L'espulsione è deliberata direttamente dal Rettore-Presidente o su richiesta della maggioranza del Consiglio di Presidenza. L'associato espulso potrà essere riproposto dopo due anni, purché abbia dato chiara prova di ravvedimento.

 

Art. 18

(GERARCHIA E RAPPORTI TRA GLI ASSOCIATI)

Le gerarchie sono stabilite in relazione alla carica. Il rispetto dei ruoli gerarchici implica il dovuto riguardo alle persone che li ricoprono, senza che per questo venga meno la considerazione per gli associati più anziani. La differenziazione dei ruoli e delle connesse responsabilità implica che ogni associato dovrà rivolgersi al proprio Superiore diretto (delegato di sezione, Delegato Capitolare), il quale inoltrerà la richiesta agli Organi Centrali competenti a decidere nel merito.

 

Art. 19

(SEGNI DISTINTIVI)

1. Gli associati che partecipano a cerimonie organizzate dall'Associazione possono fregiarsi dei segni distintivi sociali approvati dal Rettore-Presidente.

2. I segni distintivi sociali approvati sono:

a) l'abito Corale (altrimenti detto Cocolla), che dà diritto di precedenza, tra gli associati, nelle celebrazioni e/o manifestazioni nelle quali il Rettore-Presidente ne prescrive l'uso;
b) la spilla da occhiello raffigurante San Silvestro Papa;
c) la cravatta ed i gemelli, per gli associati uomini;
d) il foulard, per le associate donne. 3. Ai Gentiluomini e alle Dame compete l'appellativo rispettivamente di "Don" e di "Donna". Analogo appellativo compete anche agli associati, in ordine ai quali il Consiglio di Presidenza abbia preso atto, sulla scorta di quanto dichiarato dal Consulente araldico, della legittima sussistenza di un titolo nobiliare.

TITOLO III

CAPO I
(CERIMONIE E MANIFESTAZIONI)

ART. 20

(ORDINE DELLE PRECEDENZE NELLE CERIMONIE)

La normativa cui fare principalmente riferimento e che regola la materia delle precedenze nelle cerimonie (Autorità pubbliche ed ospiti) è quella riportata nella circolare della Presidenza del consiglio dei Ministri - Dipartimento del Cerimoniale di Stato datata 14 aprile 2006 e in alcuni volumi che trattano l'argomento (ad es. la 3° ediz. di "Il Cerimoniale nelle Pubbliche Relazioni" di Michele Santantonio, edito da Gesualdi editore Roma nel 1988). Nelle cerimonie associative l'ordine delle precedenze per gli associati è il seguente:

1. Rettore-Presidente;
2. Cancelliere;
3. Capo del cerimoniale;
4. Segretario Generale;
5. Delegati Capitolari regionali, Delegati di Sezione provinciale, Gentiluomini/Dame, Cavalieri dell'Ordine di San Silvestro e degli altri Ordini pontifici, Benemeriti/e che vestono la cocolla;
6. Delegati Capitolari regionali, Delegati di Sezione provinciali, Gentiluomini/Dame, Cavalieri dell'Ordine di San Silvestro e degli altri Ordini pontifici, Benemeriti/e in abito civile;

Nelle Delegazioni Capitolari regionali e di Sezione Provinciale, l'ordine delle precedenze è il seguente:

1. Delegato;
2. Segretario;
3. Cerimoniere;
4. Tesoriere.

Art. 21

(REGOLE INTEGRATIVE DELL'ORDINE DELLE PRECEDENZE)

1. Se alla cerimonia religiosa interviene un'Alta carica dello Stato (Capo dello Stato, Ministro in carica) o un Cardinale o un Vescovo a loro va riservata una poltrona centrale della prima fila sistemata sul corridoio, che rimarrà libero alle spalle dell'autorità intervenuta.

2. Nelle cerimonie ufficiali in cui interviene un'Alta Carica dello Stato il protocollo è curato dal Cerimoniale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

3. Per i nuovi benemeriti che ritirano il Diploma la precedenza è data, nell'ordine, dalla carica ricoperta, dal grado rivestito, dai titoli accademici e professionali conseguiti e dall'età.

4. A parità di rango hanno precedenza gli stranieri e chi è ospitato per la prima volta.

5. Il consorte segue il coniuge, salvo nelle manifestazioni ufficiali formali ove prende il posto subito dopo i pari rango del coniuge, salvo che non vi sia un settore destinato ai consorti.

6. Tutti gli altri invitati che non rientrano nell'ordine delle precedenze prendono posto secondo l'ordine d'arrivo, salvo il criterio ausiliario dell'età.

 

Art. 22

(SVOLGIMENTO DELLA CERIMONIA)

Ogni manifestazione, conviviale o non, deve essere preparata in tempo utile e curata nei minimi particolari, onde favorire il rispetto degli orari stabiliti ed un'atmosfera di serenità, fratellanza ed amicizia. Quando le condizioni atmosferiche lo consentono potrà essere previsto un corteo con la partecipazione, nell'ordine, degli associandi, degli associati con cocolla, del Consiglio di Presidenza e del Clero. Questi partiranno da un luogo appositamente scelto dal Cerimoniale, usciranno sulla pubblica via e rientreranno in chiesa per occupare i posti loro riservati. Il corteo sarà formato secondo le regole delle precedenze di cui ai precedenti articoli. I familiari e gli ospiti, le Autorità e gli associati senza cocolla non parteciperanno al corteo ma saranno posizionati nei banchi secondo le indicazioni degli addetti al cerimoniale. Alla consacrazione i fedeli sistemati nei banchi (salvo che problematiche di natura fisica lo impediscano) si inginocchieranno; mentre quelli diversamente allocati potranno restare in piedi con le braccia distese e aderenti al corpo. Il Servizio incaricato del cerimoniale religioso si atterrà alle disposizioni così come previsto dalle note liturgiche. Allo scambio della pace i soli membri del Consiglio di Presidenza, accompagnati da un addetto al cerimoniale liturgico, si recheranno dal celebrante dal quale riceveranno la "Pace di Cristo". Qualora fossero presenti alte cariche della Chiesa il Celebrante si recherà a porgere il saluto di Pace a loro, per poi rivolgerlo ai membri del Consiglio di Presidenza che, in questo specifico caso, sono dispensati dal salire sull'Altare. Lo scambio del segno di pace è opportuno che avvenga solo con le persone vicine. Durante il rito della remissione dei diplomi e dell'eucarestia, quando i partecipanti escono dal banco coloro che restano si spostano verso l'esterno in modo da lasciare il posto a coloro che vi rientrano dal corridoio centrale. Al momento della recita della preghiera del Cavaliere di San Silvestro, prevista prima della benedizione finale, tutti i presenti assumeranno la posizione in piedi e congiungeranno la mani davanti al petto.

 

Art. 23

(CERIMONIE FUORI SEDE)

Qualora i Delegati Capitolari o, d'intesa con questi, i Delegati Provinciali ritengano opportuno procedere ad una celebrazione di carattere ecclesiale fuori dalla sede principale dovranno, dopo aver ottenuto il placet da parte del Rettore-Presidente, notiziare i rispettivi Ordinari diocesani e dai medesimi ottenere la relativa autorizzazione scritta.

 

Art. 24

(INVITATI ALLE CERIMONIE)

1. Gli invitati sono scelti direttamente dal Rettore-Presidente quando gli eventi si svolgono presso la sede Centrale dell'Associazione. Qualora l'evento venga celebrato in altre sedi, in base alla natura della manifestazione ed alle finalità che il promotore intendere realizzare, spetta ai Delegati regionali/provinciali o al Commissario incaricato della costituzione di una nuova Delegazione proporre al Rettore-Presidente un elenco di autorità (civili, militari ed ecclesiastiche), benemeriti ed ospiti che si chiede di invitare ufficialmente. La partecipazione agli eventi organizzati dall'Associazione è aperta, di norma, a tutti gli associati, fatte salve possibili limitazioni imposte da problemi logistici o di opportunità decisi dal Rettore-Presidente. Ogni associato che voglia partecipare agli eventi con uno o più ospiti dovrà preventivamente ottenere l'autorizzazione del Rettore-Preside o del Delegato (legata a problemi logistici e di opportunità) e segnalare nome, cognome, titoli e carica rivestita degli ospiti autorizzati.

2. Degli invitati è steso un primo elenco alfabetico per annotare le risposte d'adesione e i dinieghi. Va quindi steso un elenco in ordine gerarchico che sarà utilizzato per il posizionamento preliminare dei posti, ed un elenco alfabetico finale di coloro che hanno confermato, sul quale sarà aggiunta l'indicazione del posto assegnato. Quest'ultimo consentirà agli incaricati di accompagnare l'ospite o di dare indicazione sulla posizione del posto in sala. Nell'antivigilia della cerimonia occorre ottenere, da ciascun invitato che ancora non abbia risposto, conferma certa della presenza o dell'assenza, allo scopo di disporre l'assegnazione definitiva dei posti.

3. L'invitato deve ricevere l'invito per le manifestazioni più importanti e per gli incontri conviviali con un anticipo di 15-20 giorni, riducibili ad un minimo di otto giorni.

4. La persona invitata può accogliere o declinare l'invito, impegnandosi a dare tempestiva risposta alla Segreteria dell'Associazione e, comunque, attenendosi scrupolosamente alle date indicate nell'invito stesso. Gli inviti ai quali non verrà data tempestiva risposta, saranno considerati come rifiutati. In casi straordinari, eventuali adesioni pervenute fuori i tempi stabiliti, potranno essere accolte, se validamente motivate, purché la logistica lo consenta, non siano di appesantimento organizzativo e non creino disservizi. In ogni caso, il Cerimoniale opererà ogni debita valutazione all'evenienza.

 

Art. 25

(LA RAPPRESENTANZA ALLE CERIMONIE)

1. Nelle cerimonie ufficiali la rappresentanza è ammessa solo per le Autorità civili, militari e religiose in carica.

2. Per quanto, invece, riguarda le eventuali rappresentanze dell'associazione, nei territori dove siano presenti le Delegazioni o in quelli ove, pur assente l'Associazione, le Autorità locali ne facciano esplicita richiesta, la rappresentanza sarà considerata "Ufficiale" solo se richiesta per iscritto e per scritto concessa dal Rettore-Presidente.

3.La rappresentanza non è ammessa, di norma, nei pranzi e nei ricevimenti.

4. Il rappresentante, se di rango vicino a quello del rappresentato, prende posto in coda alle Autorità dello stesso rango del rappresentato; altrimenti prende il posto che gli spetta in relazione al rango personale.

 

Art. 26

(LA PARTECIPAZIONE ALLA CERIMONIA)

1. Dopo aver dato conferma tempestiva (prima possibile e in ogni caso almeno 48 ore prima) della propria presenza, l'invitato avrà cura di giungere puntualmente alla manifestazione.

2. L'invitato non può attendere un posto a sé riservato se non ha dato tempestiva conferma e se non è puntuale.

3. L'invito è sempre personale. Non è ammesso pertanto cederlo ad altra persona, come non è ammesso farsi accompagnare da un ospite nei casi non previsti.

 

Art. 27

(L'ASSEGNAZIONE DEI POSTI)

1. E' compito del Capo del Cerimoniale regolarsi in rapporto alle strutture ed alle situazioni esistenti, sottoponendo preventivamente al Rettore-Presidente l'appostamento predisposto secondo le circostanze.

2. Nelle cerimonie religiose si seguiranno le seguenti prescrizioni:

- alla destra dell'altare, "a cornu evangelii", prenderanno posto i componenti del Consiglio di Presidenza (il Cancelliere al centro, il Capo del Cerimoniale alla sua destra ed il Segretario Generale a sinistra);


- nei banchi e poltroncine di sinistra guardando l'altare prenderanno posto, nell'ordine:

- Delegati Capitolari regionali, Delegati di Sezione provinciale, Gentiluomini/Dame, Cavalieri dell'Ordine di San Silvestro e degli altri Ordini pontifici, Benemeriti/e che vestono la cocolla;
- Aspiranti che debbono ricevere il Diploma di Benemerenza;
- Accompagnatori ed ospiti degli aspiranti;


- nei banchi e poltroncine di destra guardando l'altare prenderanno posto, nell'ordine:

- Autorità ecclesiastiche e pubbliche;
- Delegati Capitolari regionali, in abito civile;
- Consorti degli appartenenti al Consiglio di Presidenza;
- Consorti di Autorità pubbliche e di Delegati Capitolari regionali;
- Delegati di Sezione provinciale, Gentiluomini/Dame, Cavalieri dell'Ordine di San Silvestro e degli altri Ordini pontifici, Benemeriti/e in abito civile;
- Altri invitati ed ospiti;

3. Nelle conferenze o convegni siedono al tavolo della presidenza la personalità ospitante e gli oratori che hanno un ruolo diretto nella manifestazione. In platea siedono gli invitati. Nei convivi siedono al tavolo di presidenza il Rettore-Presidente, gli oratori, le Autorità o le personalità di maggior rilievo.

 

Art. 28

(PARTECIPAZIONE AL RITO FUNEBRE PER UN DEFUNTO DELL'ASSOCIAZIONE)

La partecipazione di una rappresentanza dell'Associazione ad un rito funebre è subordinata alla richiesta ed al gradimento della famiglia del defunto. In tal caso, la rappresentanza sarà costituita da due associati con cocolla oppure, nel caso di componenti del Consiglio di Presidenza o di Delegati regionali/provinciali, da quattro associati con cocolla. L'uso della cocolla è limitato all'interno della chiesa in cui si svolge il rito funebre. Eventuali altri associati presenti parteciperanno in abito civile insieme agli altri fedeli. Gli associati con cocolla attenderanno il feretro all'ingresso della Chiesa, lo scorteranno sino all'altare, resteranno in piedi ai lati del feretro per tutta la cerimonia e, al termine, scorteranno il feretro fino all'uscita dalla chiesa. La designazione dei rappresentanti sarà di spettanza del Rettore-Presidente o dei Delegati regionali/provinciali.

 

Art. 29

(ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO)

Il presente Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno dalla data del decreto di approvazione.

 

Art. 30

(CONCLUSIONI)

Per quanto non espressamente indicato nel presente regolamento si fa riferimento agli articoli dello Statuto.


Il Rettore-Presidente
Cav. Di Gran Croce Can. Luigi Francesco CASOLINI)

Il Cancelliere
(Nob. Cav. di Gran Croce Avv. Giovanni MASCIOLI)

Il Capo del Cerimoniale
(M.se Grand'Uff. Gen. Dott. Enrico BALLA)

Il Segretario Generale
(Cav. di Gran Croce C. A. Bruno Simeone)