News

L'umiltà di una scelta difficile!

Dio ti benedica, Papa Benedetto!

Per i cattolici sinceri, coloro per i
quali la fede non è un qualcosa che si può arrangiare, annacquare o
mescolare a seconda dei gusti e del momento, questo è davvero un
giorno molto triste.  Succede sempre, quando si spegne, o quantomeno
si offusca, una luce forte, una stella fissa a cui si sapeva di poter
guardare in un momento di crisi, di difficoltà, di sbandamento di cui
la nostra esistenza è piena.

Perché essere cristiani - come del resto, in generale, essere uomini –
non è affatto una cosa semplice, soprattutto nei nostri tempi. Mai
come oggi forse l’uomo ha preso coscienza della sua debolezza e
fragilità: nonostante la tecnologia, nonostante i cosiddetti progressi
(dato ma tutt’altro che concesso che siano davvero tali) in campo
economico e sociale la grande domanda, il primo e l’ultimo dei perché
(perché si vive),  rimane sempre senza risposta … a meno che non la si
cerchi, appunto, “altrove”, in un qualcosa che umano non è.

Non è obbligatorio, certamente. La fede non si può certo imporla,
forse è un dono, forse una debolezza, ciascuno dia la sua risposta.
Quel che è certo è che la fede sostiene milioni e milioni di esseri
umani; e spesso  illumina ed è capace di rischiarare non solo la
propria vita, ma anche quella di chi ci sta vicino.

Il Vangelo, la fede Cristiana, si basa sul più frainteso  e travisato
dei concetti: l’amore. Significativo che la prima e l’ultima enciclica
scritte da questo papa siano nel segno della Carità; Deus Caritas est
(2006) e Caritas in Veritate (2009). Una sorta di parola d’ordine del
suo pontificato, da quel fatidico “Habemus Papam” che risuonò con
gioia e solennità in San Pietro il 19 aprile del 2005. E la Carità
altro non è che l’amore che lega il Creatore alle sue creature e di
conseguenza che dovrebbe legare le creature tra loro.

Ma come ben sappiamo, le suddette creature sono di solito impegnate a
fare ben altro.  E soprattutto, l’epoca moderna ha sempre più
confinato la fede nel cantuccio dei pensieri di cui preoccuparsi, se
mai, a data da destinarsi e purché possa  condividere con diverse
altre cose: in sostanza, con tutto ciò che fa “comodo”.

Ecco quello che sfugge alla comprensione dei giorni nostri:  un
semplice, elementare principio che si chiama coerenza e che non
consiste, nel caso del Cristiano, nel ritenersi più santi degli altri
(anzi, questo è il primo dei vizi capitali, la superbia) ma nella
ferma consapevolezza che esistono dei valori e dei principi a cui non
si può rinunciare: la cui accettazione o la cui rinunzia determinano
il confine tra l’essere o meno cristiani. E la coerenza consiste in
questo, non nel “cadere” mai lungo una strada oggi più che mai piena
di vicoli ciechi e di passi falsi.   Se così non fosse, Cristo non
avrebbe dovuto istituire la Confessione.

Ecco la prima battaglia di questo grande pontefice: quella contro il
relativismo, che pretende di annullare il bene e il male creando un
“grigio” informe e sostanzialmente neutrale, ma anche di negare
l’esistenza di una verità. La verità non esiste?  Per il Cristiano una
simile affermazione è priva di senso … o lo è la sua fede.

“Viviamo in un tempo caratterizzato, in gran parte, da un relativismo
subliminale che penetra tutti gli ambiti della vita. A volte, questo
relativismo diventa battagliero, rivolgendosi contro persone che
dicono di sapere dove si trova la verità o il senso della vita.
E notiamo come questo relativismo eserciti sempre di più un influsso
sulle relazioni umane e sulla società. Ciò trova espressione anche
nell’incostanza e nella discontinuità di tante persone e in un
eccessivo individualismo. Qualcuno non sembra affatto capace di
rinunciare a qualcosa o di fare un sacrificio per altri. Anche
l’impegno altruistico per il bene comune, nei campi sociali e
culturali, oppure per i bisognosi, sta diminuendo. Altri non sono più
in grado di legarsi in modo incondizionato ad un partner. Quasi non si
trova più il coraggio di promettere di essere fedele per tutta la
vita; il coraggio di decidersi e di dire: io ora appartengo totalmente
a te, oppure di impegnarsi con decisione per la fedeltà e la veracità,
e di cercare con sincerità le soluzioni dei problemi. “[1]

Così il papa in un suo discorso pronunciato in Germania ( Freiburg) il
24 settembre 2011. In questo passaggio vi sono alcuni dei punti
centrali del suo pontificato: il richiamo alla famiglia, ad una vita
orientata ad un progetto consapevole e non a un puro edonismo, al
rispetto dell’ordine “naturale”. Punti su cui è stato ferocemente
attaccato e deriso, anche in modo pesantemente insultante; così come
non è stata compreso il suo intervento contro alcune “degenerazioni”
anche in campo liturgico dovute ad interpretazioni troppo disinvolte
del Concilio Vaticano II. Grazie a Benedetto XVI , tra l’altro, coloro
che desiderano seguire il  millenario Rito Romano Antico non si
sentono più come confinati in una sorta di riserva indiana.

Restano da capire i motivi, reali e profondi, di un gesto che comunque
sconcerta e lascia stupiti. La salute, le forze che si indeboliscono
possono davvero aver indotto un combattente come Ratzinger a lasciare
il timone della barca di Pietro? Il rispetto della decisione obbliga
alla discrezione, al non fare sterili esercizi di dietrologia. In una
società come la nostra, in cui, soprattutto in Italia, il potere è
visto come una suprema divinità a cui sacrificare ancor prima che
l’ultimi respiro, anche l’ultimo brandello della propria dignità, un
gesto simile può certo parere incomprensibile. Forse il Santo Padre
vuole evitare di ridursi alla stremo delle forze, lasciando il governo
della Chiesa in mano a collaboratori porporati forse, ma non per
questo fidati o fedeli; oppure proprio la gravità dei tempi lo ha
indotto a lasciare per tempo a un successore che sia degno di lui, e
che forse può anche avere in mente, anche se poi certo la scelta
spetterà ad altri  (e speriamo bene nello Spirito Santo!)

Non è stato un pontificato facile, quello di Benedetto XVI. Per certi
aspetti è stato davvero un “portare la croce, compito che assolto
veramente con passione e perfetto spirito cristiano.  Un esempio per
questi tempi difficili, a cui si spera guardi per primo il suo
successore.

Codice della cavalleria

 

Nell'augurare ai nostri fedeli lettori un Buon anno, riportiamo, con piacere, il "Codice della cavalleria" sapendo che certi valori non passano con il tempo...

ANTICO CODICE DELLA CAVALLERIA

Un Cavaliere è devoto al valore il suo cuore conosce solo la virtù la sua spada difende i bisognosi la sua forza sostiene i deboli, le sue parole dicono solo verità, la sua ira si abbatte sui malvagi.

~oOo~~~

Codice Cavalleresco secondo gli scritti antichi:

Officium:

I. Siate fedeli alla cavalleria, ai suoi insegnamenti, e osservate il Codice della Cavalleria in ogni direzione.
II. Amate la vostra terra, la vostra famiglia, la vostra religione e sosteneteli in ogni circostanza.
III. Onorate il vostro regno e siate sempre fedeli agli altri cavalieri, al vostro ordine, alla vostra consorte, e al vostro stesso onore.
IV. Offrite la vostra fede al vostro sovrano. A costui avete reso omaggio e siete suo uomo: il vostro dovere è di proteggerlo dalla morte e dall'onta secondo le vostre forze. Non vi è slealtà maggiore che tradire il proprio signore.
V. Portate rispetto alle autorità: siate umili e accondiscendenti con chi vi precede, e trattate con umanità e rispetto chi vi segue in gerarchia.
VI. Amministrate giustizia e pietà allo stesso tempo.

Verba:

I. Cercate sempre di sfoggiare portamento, eleganza, intelligenza e squisita educazione, adeguati all'alto lignaggio di un cavaliere.
II. Parlate sempre in modo chiaro e pacato.
III. Non fate uso di linguaggio volgare e risparmiatevi idiozie o stupidaggini. Mostrate sempre autodisciplina e controllo.
IV. Non parlate troppo volentieri. Chi parla troppo pronuncia parole che potrebbero tornargli a follia. Chi troppo parla fa peccato, dice il saggio. Per questo, nobili cavalieri, ve ne sconsiglio.
V. Ricordate che il silenzio è, qualche volta, la risposta migliore.
VI. Non mentite mai, e mantenete sempre fede alla parola data. La parola di un cavaliere sostiene il suo stesso onore. La vostra parola deve essere affidabile e sicura al di la di dubbi o incertezze.
VII. Date parola a tutti, anche agli ignoranti e agli ottusi, poiché anche essi hanno le proprie storie. Inoltre, non lasciatevi indebolire da pregiudizi e credenze.
VIII. Fate poche domande e ascoltate molto. Se potete non chiedete nulla mai; ma se sarà per compiacere qualche buon amico allora vi sia in onore chiedere una volta e anche due, perché la prima volta potrebbe non essere ben intesa. Ma non più di due volte.

Caritas:

I. Abbiate compassione di tutti coloro che sono deboli, indifesi, o oppressi, e difendeteli sempre e ovunque.
II. Date sempre priorità ai bisogni degli altri, rispetto ai vostri.
III. Siate generosi e prodighi con tutti. Generosità è anche sinonimo di nobiltà.
IV. Se qualcuno vi pone una nobile e ammissibile richiesta, non potete rifiutarvi di esaudirla.
V. Non pretendete mai alcun compenso per il vostro aiuto. La ricompensa migliore per un cavaliere è l'aver compiuto una nobile impresa.
VI. C'e' sempre un valoroso cavaliere pronto ad aiutare un altro valoroso cavaliere quando lo vede in pericolo, e sempre un uomo valoroso dovrebbe detestare che un uomo valoroso venga ingiuriato.

Ecclesia:

I. Abbiate fede negli insegnamenti della Chiesa e rammentate il voto fatto durante la cerimonia di investitura.
II. Difendete la Legge di Dio e servitevene per fermare le ingiustizie.
III. Siate rispettosi nei confronti di tutte le religioni, e non offendete mai le credenze religiose altrui.

Integritas:

I. Non siate vanitosi, la vanità si cela dietro la virtù e la gloria. Guardatevi dall'eccessivo orgoglio perché è una debolezza alla quale nessuno è immune.
II. Tenetevi lontani dalla malvagia gloria mondana, perché la grande superbia porta inesorabilmente a grandi dolori.
III. Un cavaliere invidioso non otterrà mai onore, e poiché egli è anche un uomo invidioso che vuol avvantaggiarsi dell'onore, sarà disonorato due volte senza ottenere nulla. Per questo motivo gli uomini d'onore odiano quelli invidiosi e non mostrano loro alcun favore.

Puellae:

I. Rispettate le donne e soccorretele sempre quando sono sofferenti.
II. Se tenete al cuore di una dama, cercate di divenire il suo campione e cimentatevi in tornei sostenendo l'onore della vostra dama.
III. Non cercate volutamente di turbare la donna legata all'amore di un altro.
IV. Non importunate dame e damigelle, e desistete in caso le vostre intenzioni vanno contro la loro volontà.

Pugna:

I. Disputate duelli e tornei per difendere la vostra causa, e vendicare le offese.
II. Combattete sempre con onore e coraggio.
III. Non attaccate mai un nemico disarmato, e non caricate mai un avversario senza cavallo.
IV. Non colpite mai alle spalle, ed evitate i trucchi.
V. In battaglia, non aspettate nessuno e per primi date di sprono per infliggere un buon colpo; ma in consiglio, finché siete giovani, guardatevi dal dare il vostro parere prima che i vostri maggiori abbiano parlato.
VI. Non abbandonate mai un amico o un alleato che si trova in difficoltà.
VII. Non rifiutare mai una sfida e non fuggite davanti al nemico. Chi non accetta una sfida, ebbene l'ha già perduta; e nel peggiore dei modi.
VIII. Se combattete con un cavaliere, ricordatevi che, quando l'avversario è battuto e non può difendersi ne resistere e chiede grazia, dovete averne misericordia e non ucciderlo.
IX. Non torturate mai l'avversario battuto.

Nomina Ambasciatore d'India

E'di alcuni mesi fa'  la nomina, da parte del Consiglio dei Ministri,  di S. Ecc. Daniele Mancini ad Ambasciatore  d'Italia in India ma solo in queste ore è arrivato - come da prassi-  il gradimento da parte del Governo Indiano.

L'Associazione tutta, a partire da Mons. Rettore e dal Consiglio di Presidenza, formulano le più vive felicitazioni per il prestigioso traguardo raggiunto che segna un punto apicale  nella crescente carriera del Dott. Mancini, nostro Associato nel Rango di "Gentiluomo di San Silvestro".  L'augurio, che rivolgiamo da queste pagine,  si fa ancor più forte poiché -come a tutti noto-  l'importante  ruolo che va a ricoprire, e che segna un altissimo riconoscimento delle qualità professionali,  umane ed intelletuali, cade in un momento particolarmete delicato nelle relazioni diplomatiche tra i due Stati.

Il curriculum dell'Ambasciatore è particolarmente denso d'attività che ci piace ripercorre in modo sintetico.

Nato a Roma nel 1952, è entrato nel Servizio Diplomatico del Ministero degli Esteri Italiano nel 1978.

La Sua professione lo ha condotto a Madrid, Bahdad, Parigi, Islamabad, Washington, Bruxelles.Nel 1998 è Primo consigliere alla Rappresentanza permanente d'Italia presso la NATO a Bruxelles, e nel 2000 rientra a Roma,
alla Direzione Generale per gli Affari Politici Multilaterali e Diritti Umani.

Nel 2001 presta servizio presso il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, all'Ufficio per gli Affari Diplomatici, ed è promosso Ministro plenipotenziario nel 2002.

Nel 2004 è Vice Direttore Generale per i Paesi dell'Europa, mentre nel 2005 è nominato Ambasciatore a Bucarest, accreditato anche a Chisinau. Nel 2005 è Ambasciatore a  Bucarest, per poi ricoprire l'attuale incarico di Consigliere Diplomatico del ministro Passera, allo Sviluppo Economico. Nel 2008 è chiamato a servire in qualità di Consigliere Diplomatico Capo delle Relazioni Internazionali del Ministro dello Sviluppo Economico.

Accanto i all'intensa attività diplomatica di primissimo livello, l'Ambasciatore Mancini affianca unitamente a molti altri interessi,  una rilevante e cospiqua attività letteraria.

Ha scritto sul Medio Oriente,sul processo riformistico nei Paesi dell'Europa centro-orientale e sugli Stati Uniti.

Una sua opera,"Peregrinazioni di una coscienza Inquieta per il ritorno della Guerra in Europa" -un diario etico sul conflitto in Kosovo- è stata insignita del "Premio Simpatia" per il 2000

Nel 2003 ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo:" Il Labirinto di Icaro"; nel 2007 Oltre il labirinto: L'abisso o le stelle; nel 2009 - Spedizioni nell'Altro passato; il Saggio:Obbedienza e libertà:

A Lui ed alla Gentile Consorte la Dottoressa Anna Rita De Luca,  musa ispiratrice, gli auguri più fervidi di ogni meritata soddisfazione.

 

Istruzioni sul conferimento delle onorificenze pontificie

A seguito di alcune richieste, riteniamo utile ed interessante dare informazioni sulle disposizioni della Santa Sede, emanate nel 2001 .
 
ISTRUZIONE SUL CONFERIMENTO DI ONORIFICENZE PONTIFICIE ECCLESIASTICHE E LAICHE



I Vescovi diocesani possono proporre il conferimento di una onorificenza pontificia ad ecclesiastici e laici, in segno di apprezzamento e riconoscenza per il servizio prestato. Un Vicario Generale può parimenti richiedere tale conferimento, dichiarando però esplicitamente di procedere in merito con espressa autorizzazione del proprio Vescovo. La richiesta, accompagnata dal curriculum vitae dei candidati (età, professione, condizione familiare e sociale, con descrizione accurata delle benemerenze acquisite nei riguardi della Chiesa), dovrà essere inviata alla Nunziatura Apostolica, che la farà pervenire – corredata dal proprio nulla osta – alla Segreteria di Stato. Le domande provenienti dai territori soggetti alla vigilanza delle Congregazioni per le Chiese Orientali e per l’Evangelizzazione dei Popoli, siano prima inviate al Dicastero competente che provvederà poi a trasmetterle alla Segreteria di Stato.

CLERO SECOLARE

1. Cappellano di Sua Santità, a sacerdoti che abbiano compiuto almeno 35 anni di età e 5 di sacerdozio;
2. Prelato d’Onore di Sua Santità, a sacerdoti che abbiano compiuto 45 anni di età e 15 di sacerdozio;
3. Protonotario Apostolico soprannumerario, a sacerdoti che abbiano compiuto almeno 55 anni di età e 20 di sacerdozio;
4. Di norma, si rispetti la “gradualità”: si richieda cioè per il candidato prima il titolo di Cappellano e poi quello di Prelato. Tra un grado e l’altro dovranno trascorrere almeno 10 anni;
5. Per alcuni casi particolarmente meritevoli e significativi, i Vescovi potranno richiedere direttamente il titolo di Protonotario Apostolico soprannumerario, salva restando la condizione che il candidato abbia compiuto almeno 55 anni di età e 20 di sacerdozio;
6. Per ogni diocesi, il numero di Cappellani, Prelati e Protonotari non dovrà superare il 10% del clero.

RELIGIOSI E RELIGIOSE

Per i Religiosi e le Religiose, dopo un congruo periodo di servizio, si possono richiedere come distintivi d’onore la Medaglia Benemerenti e la Croce Pro Ecclesia et Pontifice:

1. Medaglia Benemerenti: a candidati con almeno 35 anni di età e 10 di professione religiosa;
2. Croce Pro Ecclesia et Pontifice: a candidati con almeno 45 anni d’età e 15 di professione religiosa.

LAICI

Per i laici, uomini e donne, gli Ordini Equestri che attualmente si conferiscono sono gli Ordini Piano, di San Gregorio Magno e di San Silvestro Papa nei gradi di Cavalieri e Dame di Collare (unicamente per l’Ordine Piano); Cavalieri e Dame di Gran Croce; Commendatori e Dame di Commenda; Cavalieri e Dame. Insieme agli Ordini Equestri Pontifici esistono, come distintivi d’onore, la Medaglia Benemerenti e la Croce Pro Ecclesia et Pontifice. L’Ordine Supremo del Cristo e l’Ordine dello Speron d’Oro, anche se non aboliti, non vengono attualmente presi in considerazione.

ORDINE PIANO

1. il Collare viene concesso ai Capi di Stato;
2. la Gran Croce a Capi di Governo, Ministri di Stato e Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede.

ORDINE DI SAN GREGORIO MAGNO

1. Gran Croce: a candidati/e di alto profilo nel servizio della Chiesa, a livello nazionale e internazionale, con almeno 55 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza gi grado inferiore;
2. Commenda con Placca: a candidati/e particolarmente benemeriti, con almeno 50 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
3. Commenda: a candidati/e benemeriti, con almeno 45 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
4. Cavalierato: a candidati/e con almeno 40 anni di età.

ORDINE DI SAN SILVESTRO PAPA

1. Gran Croce: a candidati/e particolarmente benemeriti, con almeno 50 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
2. Commenda con Placca: Commenda: a candidati/e benemeriti, con almeno 45 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
3. Commenda: a candidati/e con almeno 40 anni di età e dopo 10 anni dal conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
4. Cavalierato: a candidati/e con almeno 35 anni di età.

MEDAGLIA “BENEMERENTI” E
CROCE “PRO ECCLESIA ET PONTIFICE”

1. è possibile richiedere anche per i laici (uomini e donne) la Medaglia Benemerenti e la Croce Pro Ecclesia et Pontifice alle stesse condizioni fissate per il Religiosi, e cioè 35 anni di età per la Medaglia Benemerenti e 45 anni di età per la Croce Pro Ecclesia et Pontifice.
2. anche in questo caso venga rispettato il criterio di “gradualità” espresso per gli ecclesiastici.

CARABINIERI E MILITARI IN GENERE

Le Onorificenze vengono concesse solo a chi abbia raggiunto il grado di Capitano e seguenti. Si eviti dunque di sollecitarne la concessione per Marescialli, Sotto-Tenenti e Tenenti. A Capitani, Capitani Maggiori e Maggiori viene concesso l’Ordine di San Silvestro; a Tenenti Colonnelli, Colonnelli e Generali l’Ordine di San Gregorio Magno, nei diversi gradi.

ECCLESIASTICI NEL SERVIZIO DIPLOMATICO DELLA SANTA SEDE

Per quanti prestano servizio presso le Rappresentanze Pontificie:

1. Cappellano di Sua Santità, a sacerdoti con 35 anni di età, 10 di sacerdozio e almeno 3 anni di servizio all’estero;
2. Prelato d’Onore di Sua Santità, a sacerdoti con 45 anni d’età, 15 di sacerdozio e almeno 10 di servizio.

Per quanti prestano servizio presso la Segreteria di Stato, si segue lo stesso criterio adottato per gli Officiali della Curia Romana, e cioè:

1. Cappellano di Sua Santità, a sacerdoti con 35 anni di età, 10 di sacerdozio e almeno 5 di servizio;
2. Prelato d’Onore di Sua Santità, a sacerdoti con 45 anni d’età, 15 di sacerdozio e dopo 10 anni dalla nomina a Cappellano.

MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO
PRESSO LA SANTA SEDE

Ambasciatori

1. Gran Croce dell’Ordine Piano (se residenti a Roma e dopo due anni dalla presentazione delle Lettere Credenziali).
2. Gran Croce dell’Ordine di San Gregorio Magno (se non residenti a Roma e dopo due anni dalla presentazione delle Lettere Credenziali).

Ministri Consiglieri e Ministri di Ambasciata residenti a Roma (al momento del loro trasferimento e dopo due anni dall’arrivo)

1. Commenda con placca dell’Ordine di San Gregorio Magno.

Segretari di Ambasciata residenti a Roma (al momento del loro trasferimento e dopo due anni dall’arrivo)

1. Commenda dell’Ordine di San Gregorio Magno.

Addetti di Ambasciata residenti a Roma (al momento del loro trasferimento e dopo due anni dall’arrivo)

1. Cavalierato dell’Ordine di San Gregorio Magno.

OFFICIALI DELLA CURIA ROMANA

La proposta di conferimento di una distinzione pontificia agli Officiali della Curia Romana, deve essere presentata alla Segreteria di Stato - insieme al curriculum vitae dettagliato del candidato - da parte del Capo Dicastero.

CLERO SECOLARE

2. Cappellano di Sua Santità, a sacerdoti con 35 anni di età, 10 di sacerdozio e almeno 5 di servizio (con più di 40 anni di età, sono sufficienti 3 anni di servizio);
3. Prelato d’Onore di Sua Santità, a sacerdoti con 45 anni di età, 15 di sacerdozio e dopo almeno 10 anni dalla nomina a Cappellano.

CLERO REGOLARE E RELIGIOSI

1. Medaglia Benemerenti: a candidati con almeno 35 anni di età, 10 di professione religiosa e 10 di servizio;
2. Croce Pro Ecclesia et Pontifice: a candidati con almeno 45 anni di età, 15 di professione religiosa e 15 di servizio.

LAICI CHE PRESTANO SERVIZIO NELLA CURIA ROMANA

La proposta di conferimento di una distinzione pontificia ai dipendenti laici della Santa Sede deve essere presentata alla Segreteria di Stato – insieme al curriculum vitae dettagliato del candidato – da parte del Capo Dicastero.

ORDINE DI SAN GREGORIO MAGNO

1. Commenda con placca: a Capi Ufficio o equivalenti, a fine servizio o dopo 50 anni di età e 20 di servizio;
2. Commenda: a Minutanti o Aiutanti di Studio, con 45 anni di età, 15 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
3. Cavalierato:

• a Minutanti o Aiutanti di Studio, con 35 anni di età, 10 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
• ad Addetti di Segreteria, con 40 anni di età, 10 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore.

ORDINE DI SAN SILVESTO PAPA

1. Commenda: a Minutanti o Aiutanti di Studio, con 40 anni di età, 10 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
2. Cavalierato:

• ad Addetti di Segreteria, con 35 anni di età, 10 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
• ad Addetti tecnici, con 40 anni di età, 15 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
• a Scrittori, con 50 anni di età, 10 di servizio e dopo 5 anni dall’eventuale conferimento di una onorificenza di grado inferiore;
• a Commessi ed Uscieri, al momento del pensionamento o dopo 50 anni di età e 20 di servizio (questi ultimi, prima dei 50 anni e dopo 10 anni di servizio, potranno ricevere la Medaglia Benemerenti e, dopo 15 anni di servizio, la Croce Pro Ecclesia et Pontifice).

Per le donne non religiose ci si può ispirare ai criteri seguiti per gli uomini di pari grado.

Città del Vaticano, 13 maggio 2001

Premio Internazionale

Sabato 7 dicembre, nella splendida sala della Protomoteca in Campidoglio, gremita di personalità rappresentanti il mondo militare, accademico della scienza, cultura arte, imprenditoria a Mons. Casolini è stato conferito il prestigioso "Premio Internazionale Cartagine. Giunta alla dodecesima manifestazione, che vide i suoi esordi in Tunisia, il premio, rappresenta un prestigioso riconoscimento destinato a coloro che hanno contribuito, in Italia ed all'Estero, allo sviluppo ed alla diffusione della cultura e del sapere nei diversi settori, nell'interesse supremo dell'elevazione e della promozione del progresso dei popoli, della ricerca della verità , della libertà, della giustizia e della pace e quindi, della fratellanza universale. Consegnato dalle mani dello stesso Presidente, On. Gen Della Posta, alla presenza del Senato Accademico, e dell'On. Todini in rappresentanza del Sindaco Alemanno, l'attestato -consegnato unitamente ad una scultura della "Lupa capitolina"- portava la seguente dicitura:"In virtù dei meriti attraverso uno straordinario impegnocivile e religioso in favore di un futuro più umano e solidale, per la comprensione tra i popoli, le religioni e le culture, per un mondo più pacifico e giusto e nell'interesse supremo della ricerca della verità, della libertà della giustizia e della pace e, quindi,della fratellanza universale". Al nostro Presidente, giungano, a nome del Consiglio di Presidenza e degli Associati tutti, gli auguri più sinceri per l'ambito riconoscimento che premia i suoi silenziosi sforzi per il bene comune.