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Il Giubileo momento di Fede e d'incontro

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Bertinotti: “Giubileo di tutte le fedi e di tutta l’ umanità ”

            L’associazione culturale “L’Alba del Terzo Millennio”, che in questo 2016 festeggia il proprio ventennale, giovedì 22 settembre ha organizzato a Roma un evento ispirato al Giubileo della Misericordia.

            Dopo un aperitivo di benvenuto e il saluto del presidente Sara Iannone, nelle storiche sale di Palazzo Ferrajoli, in piazza Colonna 355, hanno risuonato le note di un concerto di musica da camera, magistralmente eseguito dall’Accademia Ergo Cantemus di Tivoli, con il soprano Camilla Brancati, diretto da Giuseppe Galli.

            Dopo il meraviglioso intervento di Mons. Luigi Casolini di Sersale, rettore e presidente dell’associazione “Cavalieri di S. Silvestro”, sui diversi significati e storia dei Giubilei, anche attraverso brillanti aneddoti e curiosità, ha preso la parola il presidente Fausto Bertinotti, abilmente sollecitato dal presidente Sara Iannone. Punto centrale del pensiero di Bertinotti è stato il valore globale di questo Giubileo, rivolto da Papa Francesco a tutti gli uomini e tutte le religioni, indistintamente. Esempio di quell’amore assoluto proprio della religione cristiana che Bertinotti ha sintetizzato nella  frase di Cristo: “…amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano…” (dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,38-48).

“L’importanza di questo di questo Giubileo straordinario” - ha aggiunto il presidente Iannone –“sta soprattutto nella riaffermazione dei valori fondamentali della cristianità in un mondo vittima di grandi smarrimenti dove gli individualismi e gli egoismi stanno togliendo centralità alla persona umana e valore all’amore e al rispetto verso il prossimo.”.

            A seguire, gli illustri e selezionati ospiti sono stati accolti nella Sala Pio IX e nella Sala Colonna per degustare una raffinata cena placè. Ogni tavolo era dedicato a un Papa.

            Il brindisi finale è stata una festosa occasione per festeggiare i vent’anni dell’Associazione culturale “L’Alba del Terzo Millennio”, voluta, fondata e presieduta da Sara Iannone, suggellata dall’ingresso di una meravigliosa torta di crema chantilly e scaglie di cioccolato, decorata con lo skyline del Vaticano che fa da cornice al logo dell’associazione con la data 1996-2016. Tra gli ospiti, è stata particolarmente gradita e significativa della stima per l’Associazione la partecipazione del professor Stefano Di Girolamo, ordinario di Otorinolaringoiatria nell’Università degli Studi di Tor Vergata, del principe del Foro di Roma Luigi Parenti, del professor Vincenzo Sanasi D’Arpe, commissario straordinario di grandi aziende in crisi.

            Sono intervenuti, oltre al padrone di casa il marchese Giuseppe Ferrajoli: il marchese Pentusaglia di Cuia d’Aragona; il presidente Fausto Bertinotti e signora; Luana Frascarelli, presidente dell’Accademia Ergo Cantemus, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri; la senatrice Mariella Rizzotti, vicepresidente della Commissione Sanità; il principe Guglielmo Marconi Giovannelli; onorevole Antonio Paris; la stilista Giuliana Guidotti; il barone Michele Biallo; Ernesto Carpentieri, presidente di Aerec; il duca don  Antonino d’Este Orioles e consorte; Mariagrazia Tetti, vicepresidente associazione Italia-Austria; l’editore Luigi Sarpi; la scrittrice Mariagrazia Cappello; Angelo Abbate, produttore Spa Film; l’attore Vincenzo Bocciarelli; l’attrice Claudia Conte; la giornalista Maridì Vicedomini; il giudice Giuseppe Chiaravalloti; Laura Azzali; Adele Mazzotta; Rosa Altavilla e tante altre illustri personalità.

 

Palazzo Ferrajoli 243-1

Croce al merito..

 

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Il 12 settembre 2016 nella rettoria della Chiesa di San Silvestro a Tivoli, il Gran Cancelliere della Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie Cavaliere Antonino Sala in rappresentanza del Governo della Compagnia e del Governatore Commendatore Tommaso Romano, ha consegnato la Croce al Merito per la Riconquista classe d'Argento al Cav. di Gr. Croce  Mons. Luigi F. Casolini di Sersale rettore dell'Associazione Cavalieri di San Silvestro, presidente del Capitolo della Cattedrale di Tivoli, nonché membro di numerosi ordini cavallereschi riconosciuti dalla Santa Sede.

Il riconoscimento ha voluto essere segno di evidente, concreta stima, anche per le numerose e feconde iniziative culturali, umane  e sprirituali che l'associazione  porta avanti da alcuni anni  con grande impegno, trovando riscontri ed adesioni anche in altri Continenti e tra persone di religione non cristiana.

L'incontro è stato anche l'occasione per poter gettare le basi per una proficua collaborazione tra le due realtà associative nel comune spirito cavalleresco e nel segno dei comuni valori Cristiani che sono il fondamento che anima l’appartenenza ai rispettivi Sodalizi.

Oltreoceano Australiano!


SIDNEY - DALLA DELEGAZIONE AUSTRALIANA
PRESENTAZIONE A NUOVI ASSOCIATI

Durante il Ferragosto, nel bel mezzo dell'inverno australiano, la Delegazione ha proceduto alla Presentazione ufficiosa dei Diplomi associativi a due meritevoli concittadini.

I neo associati - Cav. Gianfranco Placanica ed il Cav. Frank Mirabito - hanno, nella fausta occasione, ricevuto il segno della loro adesione al prestigioso sodalizio dal Delegato Capitolare Grand'Uff. Giudice Giulio C. Vidoni.

L'importante incontro s'e' tenuto nella accogliente residenza privata del Cav. Placanica il quale ha ospitato pure famiglie ed amici dei nuovi associati.

Alla conclusione della Cerimonia dopo lo scambio di vivissime congratulazioni s'e' brindato al benessere dei presenti ed al continuo successo dell'Associazione.  Verso fine d'anno si procedera' poi alla Presentazione ufficiale probabilmente nei locali del Parlamento di Stato.

Nella foto:  da sin., Sig.ra RM Placanica con la nipotina, la mamma M Placanica, Gr.Uff. Giulio Vidoni (Delegato), Cav. GF Placanica, Cav. F Mirabito e moglie N Mirabito, e gli associati Dama M Stillone col marito Cav. J Stillone.

Riflessioni storiche...

 

 

La cattiva gestione dell'ondata migratoria di Goti, nel quarto secolo, generò le ostilità alla base della Battaglia di Adrianopoli, l'inizio della fine per l'Impero Romano d'Occidente. Una vicenda da cui avremmo da imparare.

 

La cattiva gestione dell'ondata migratoria di Goti, nel quarto secolo, generò le ostilità alla base della Battaglia di Adrianopoli, l'inizio della fine per l'Impero Romano d'Occidente. Una vicenda da cui avremmo da imparare.l 9 agosto del 378 d.C., ad Adrianopoli, in Tracia - nella moderna provincia turca di Edirne - si consumava una delle peggiori sconfitte militari mai subite dai romani: il massacro di 30 mila soldati dell'impero, guidati da Flavio Giulio Valente, perpetrato dai Goti, al seguito del re guerriero Fritigerno. Secondo gli storici, quella disfatta segnò l'inizio della catena di eventi che avrebbe portato alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476. 

 

Ripercorrere oggi gli eventi che portarono alla battaglia di Adrianopoli è interessante: secondo una lettura dei fatti di allora pubblicata su Quartz, all'origine della strage ci sarebbe stata la cattiva gestione, da parte dei romani, di un'imponente ondata migratoria di Goti avvenuta due anni prima. Gli stessi Goti che si sarebbero trasformati nei carnefici delle legioni dell'Urbe.

 

In fuga dalla guerra. Nel 376 d.C., racconta lo storico Ammiano Marcellino, i Goti furono costretti ad abbandonare i propri territori (nell'attuale Europa orientale) spinti dagli Unni, "la razza più feroce di ogni parallelo", che premeva da nord sui loro confini. Il loro arrivo, "come un turbine, dalle montagne, come se fossero saliti dai più segreti recessi della Terra per distruggere tutto quello che capitava a tiro", provocò un bagno di sangue tra i Goti che decisero - come fanno oggi i siriani - di fuggire. 

 

Richiesta di asilo. I Goti, guidati da Fritigerno, chiesero allora ai Romani di potersi stabilire in Tracia, al di là del Danubio: una terra fertile con un fiume che li avrebbe protetti da un'invasione unna. Quell'area era governata dall'imperatore Valente, al quale i Goti promisero sottomissione a patto che avessero potuto vivere in pace, coltivando e servendo i romani come truppe ausiliarie. In segno di gratitudine, Fritigerno si convertì anche al cristianesimo.

 

Viaggio della speranza. Inizialmente le cose sembrarono funzionare: i Romani, nei confronti delle popolazioni sottomesse, esercitavano abitualmente una strategia inclusiva. Preferivano farne cittadini romani e assimilarne la cultura, per evitare future ribellioni. Decine di migliaia di Goti (forse oltre 200 mila) guadarono il Danubio di giorno e di notte, imbarcandosi su navi e scialuppe di fortuna; molti di essi, per il gran numero, annegarono, e furono trascinati via dalle correnti. 

 

Corruzione e soprusi. In base agli accordi, i Goti arrivati in Tracia sarebbero stati coscritti nell'esercito romano e avrebbero ottenuto la cittadinanza. Ma gli ufficiali militari che dovevano garantire loro supporto e provviste - un'antica rete di supporto ai migranti - si rivelarono corrotti e approfittarono dei mezzi stanziati per i nuovi arrivati, vendendo le provvigioni al mercato nero. Ridotti alla fame, i Goti furono costretti a vendere i figli come schiavi e a comprare carne di cane dai romani.

 

L'epilogo e la memoria (corta). Le ostilità tra le due popolazioni crebbero. Il risentimento covato dai Goti li portò dal desiderare di divenire romani al desiderio di annientare i romani. Fu con questa rabbia covata a lungo che sterminarono gli eserciti di Valente. E la battaglia fu l’inizio della valanga che travolse l’Occidente. Tanto che molti storici assumono il 9 agosto 378 come data spartiacque tra l’antichità e il Medioevo.

 

Nella gestione dei flussi migratori, oggi, ci si prospettano due strade: quella dell'inclusione, e quella del rifiuto e del respingimento. Se è vero che la storia è magistra vitae, abbiamo già visto una volta dove porta la seconda via

Cerimonia 28 maggio

 

 

 

 

Come ormai da prassi consolidata, sabato 28 maggio la Basilica di San Silvestro e Martino in Roma ha visto raccogliersi intorno al nostro Presidente nuovi e vecchi associati, pervenuti in gran numero dall’Italia e dall’Europa. Significativa presenza anche  dall’Asia e America. Presenti spiritualmente e con un messaggio a firma del Delegato territoriale, anche gli associati dell’Australia.

 

L‘occasione è stata la celebrazione della Santa Messa al termine della quale sono stati conferiti i diplomi ed i distintivi, segno esteriore di appartenenza al Sodalizio.

 

Già dalle 19.00 la chiesa era gremita di ospiti, mentre tra e antiche navate del Sacro Tempio, si vedevano “aleggiare”- indossate con fierezza- le rosse cocolle, i cui colori richiamano quelli dell’Ordine di S. Silvestro a cui il Sodalizio fa riferimento.

 

La celebrazione, presieduta da Mons. Casolini di Sersale, coadiuvato nel cerimoniale religioso da mons. Cartolari è stata animata dai canti della corale dell’Accademia Ergo Cantemus con all’organo il M°Galli.

Momenti di forte intensità sono stati vissuti dai presenti nel ricordo della solennità del Corpus Domini che la Chiesa celebrava proprio in quel giorno.

 

Nell’Omelia, infatti, il celebrante ha richiamato l'importanza di vivere i momenti celebrativi comunitari, come un dono singolare che il Signore offre a ciascuno. Una Grazia di poter riconoscere nel pane spezzato e nel vino, quello stesso Gesù che 2000 anni prima camminava per le vie della Palestina e che, ancor oggi, è presente sacramentalmente in mezzo a noi. All’uomo incerto e dubbioso, Egli ha dato prova della Sua reale presenza nell’Eucarestia attraverso segni e prodigi che ne confermano l’esistenza. Il più evidente il miracolo di Bolsena dal quale ne è poi scaturita la festa liturgica e la stessa processione che si svolge in ogni Paese del mondo.

 

Al termine dell’omelia si è proceduto alla benedizione dei distintivi, la cui formula rituale ha evidenziato come, prima dei segni esteriori, è la vita cristiana di ogni singolo associato il più vero e bel distintivo che devo essere mostrato.

Venticinque i nuovi ingressi tra i quali, una particolare menzione, va rivolta a coloro che sono giunti da molto lontano. Belgio, Olanda, Austria, Germania, Svizzera, America, Giappone. Nutrita anche la presenza delle delegazioni Regionali che hanno visto il numeroso gruppo della Calabria fare la parte del leone. Presenti dalla Sicilia, Basilicata, Sardegna, Campania, Puglia, Lazio, Toscana, Abruzzo, Veneto, Lombardia, Trentino, Emilia Romagna, Marche.

 

Commovente il momento in cui, ogni nuovo associato è stato chiamato all’altare dal cancelliere, il  nob. Avv. Giovanni Mascioli, per ricevere l’attestato di ingresso al Sodalizio. Nel conferimento dei diplomi, non è passata inosservata la encomiabile presenza di chi, in carrozzella, è giunto dall’America, per ricevere l’attestato impegnandosi a vivere lo spirito associativo.

Anche un “piccolo colpo di scena” ha reso la serata più vivace senza, tuttavia, toglierne la bellezza.

 

Al termine del conferimento dei diplomi, si è proceduto alla nomina ed all’avvicendamento dei nuovi incarichi ed uffici associativi.

 

L’incarico di Responsabile per le Relazioni Internazionali è stato assegnato al Console Avv. Gennaro Famiglietti, che succede all’avv. Grande. Il nuovo responsabile è persona che già opera nello specifico settore in qualità di Coordinatore della Federazione Italiana Consoli.

 

Per termine di mandato, l’incarico di Delegato Regionale del Veneto è stato assunto dal Console Avvocato Gianalberto Scarpa Basteri che succede al delegato Fabio Gironi.

 

Sempre nel Veneto sono state accolte le dimissioni del Vice Segretario Generale prof. Stefano Darra che va a ricoprire l’incarico di Direttore della nata “Orchestra Silvestrina”.

 

Con l’occasione sono state aperte due nuove “Costituende Delegazioni”.

La Delegazione di Bruxelles, con a capo il Dott. Alex P.M Pasmans e la Delegazione di Parma guidata dall’avv. Rotale Livio Pini.

 

Alla celebrazione in Chiesa tra le Autorità Istituzionali, non facenti parte dell’Associazione, si è notata la presenza dell’Ambasciatore d’Albania presso la Santa Sede S. Ecc. Visar Zithi e consorte e del Procuratore Capo di Perugia Dott. Luigi de Ficchy e Consorte.

 

 

 

La serata è proseguita nelle sale del vicino palazzo Brancaccio, ove Mons. Presidente ha avuto modo di salutare i circa 200 invitati che si sono fermati per la  conviviale.

 

Diverse sono state le comunicazioni rivolte ai presenti durante la serata e scandite dalle portate del raffinato desco. La prima tra tutte, il conferimento della “Placca Associativa” al noto Architetto Alessandra Bianchi, distintasi per aver concretamente collaborato con le attività del sodalizio. A seguire, la toccante consegna di una speciale medaglia – coniata in occasione della presentazione della Onlus S. Silvestro- all’Ambasciatore Zithi, per la sua presenza. Le stesse medaglie, sono state poi conferite ai membri del Consiglio di Presidenza dell’Associazione e della Presidenza Onlus, nonché ad uno dei nuovi associati a seguito della delicata premura nell’aver donato, sulle tavole di tutti i presenti,  un raffinato spumante “Bosia di Malvasia” di sua produzione.

Un  simpatico ed inatteso fuori programma si è avuto con le letture di due poesie,  scritte e dedicate a mons. Casolini dalla della poetessa aquilana Maria Santucci, consorte di un nuovo associato. Prima della declamazione si è voluto  evidenziare come esse sono state ispirate dallo spirito di contagiosa gioia  che caratterizza il presidente dell'associazione nei suoi rapporti con il prossimo.

 

Nella circostanza si è, altresì preannunciato che il celebre compositore Kento Masuda, anch'egli membro dell'associazione e delegato per la Prefettura giapponese, ha provveduto a musicarle e saranno presentate entro la fine dell'anno, in occasione di un prossimo evento.

 

La serata, si è conclusa con l’appuntamento al prossimo evento previsto a Tivoli sabato 3 dicembre.

                                                                      

                                                                                            ( I nuovi associati)